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31 Marzo è sciopero dei lavoratori del comparto Multiservizi e Turismo

11/03/2017
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In attesa del rinnovo dei contratti nazionali da più di 4 anni, interrotti i negoziati

Pulizie Multiservizi, Pubblici esercizi, Ristorazione Collettiva e agenzie di viaggio, settori diversi accomunati dalla mancanza del rinnovo del contratto nazionale. Le trattative avviate nei mesi scorsi si sono interrotte senza trovare una soluzione condivisa tra le parti, e le organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs e Uiltrasporti hanno proclamato uno sciopero unitario degli addetti dei diversi settori per l’intera giornata di venerdì 31 marzo.

Anip Confindustria, Legacoop Servizi, Federlavoro e Servizi Confcooperative, Unionservizi Confapi e Agci, sono le controparti con le quali i sindacati hanno avviato il confronto per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro delle imprese di pulizie e servizi integrati/multiservizi – scaduto il 30 aprile 2013 – applicato agli oltre 500mila dipendenti.

Tra i nodi della trattativa: il trattamento economico malattia, il salario, il cambio di appalto e la normativa sui nuovi assunti.

Stesso epilogo per il negoziato per il rinnovo del contratto nazionale della Ristorazione collettiva, interrotto il 18 febbraio scorso. Anche in questo caso, la rigidità delle controparti su alcuni punti ha reso vani gli avanzamenti fatti nei mesi di confronto e l’equilibrio raggiunto che aveva fatto ben sperare.

Mentre per i Pubblici Esercizi e le Agenzie di Viaggio sono ormai mesi che Fipe e Fiavet Confcommercio non si siedono più al tavolo di trattativa dopo aver avanzato pretese inaccettabili mirate ad abbattere unicamente il costo del lavoro.

Stanchi dell’arroganza delle controparti le organizzazioni sindacali hanno proclamato lo stato di agitazione e lo sciopero: “In questi ultimi anni, tutte le aziende, anche se di settori diversi, continuano ad avanzare proposte insostenibili  senza tener conto delle pesanti conseguenze sulle condizioni di lavoro dei dipendenti” affermano i sindacati.

“Dopo oltre 4 anni di attesa non siamo disposti a cedere ai ricatti e le provocazioni che vogliono minare i diritti e le tutele delle lavoratrici e dei lavoratori. Per questo il 31 marzo saremo in piazza per ridare voce al lavoro e chiedere dignità e rispetto.”