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3 marzo 2015 giornata europea per le domeniche libere dal lavoro

03/03/2015

Dopo più di tre anni dalla liberalizzazione degli orari di apertura delle attività commerciali, volute dal governo Monti, il bilancio economico e sociale del provvedimento è evidentemente negativo. La Filcams aderisce alla giornata europea per le domeniche libere dal lavoro


Le vendite della grande distribuzione non sono aumentate e le crisi aziendali sono cresciute in modo esponenziale; i piccoli commercianti hanno ricevuto da questa liberalizzazione il colpo di grazia e chiudono definitivamente l’attività; i centri storici vengono abbandonati in favore dei centri commerciali; l’occupazione del settore è diminuita e le condizioni dei lavoratori e delle lavoratrici della grande distribuzione sono peggiorate sia in termini salariali che di conciliazione dei tempi di vita; la rincorsa selvaggia ad aprire anche nelle festività sta svuotando il valore delle ricorrenze laiche e religiose riducendole a momenti di consumismo. Tutto questo stride con la situazione drammatica del paese.

A livello europeo la Filcams, all’interno della Sunday Alliance, sta portando avanti la promozione di una modifica dell’ordinamento in materia di orario di lavoro che permetta di rafforzare il principio del riposo domenicale.

In Italia è in discussione al Senato un disegno di legge che dovrebbe limitare le aperture nei giorni festivi e restituire ai comuni la possibilità di promuovere accordi di regolamentazione degli orari commerciali. Ill disegno di legge, già approvato alla camera dei deputati, appare però insufficiente, in quanto per come è formulato, né i limiti di legge ne gli eventuali accordi territoriali sarebbero vincolanti per le imprese. La Filcams CGIL continuerà pertanto la campagna a livello nazionale per promuovere una regolamentazione vincolante delle aperture domenicali e festive.

La festa non si vende, oltre ad essere una campagna di denuncia delle condizioni di lavoro nel settore del commercio, è una  proposta politica e culturale che promuove uno sviluppo sostenibile del settore, concertato con istituzioni, associazioni di rappresentanza dei lavoratori, delle imprese e dei consumatori che incentivi e preservi gli investimenti del settore nel rispetto delle sensibilità, degli usi e delle tradizioni nazionali e territoriali.