Comunicati Stampa

28 maggio: Avanti, Sempre, Tutti!

25/05/2016

Le iniziative dei territori

Il prossimo 28 maggio, sarà una giornata di sciopero per le lavoratrici e i lavoratori delle aziende aderenti a Federdistribuzione:  Auchan, Carrefour, Esselunga, Ikea, Coin, OVS, Pam e Panorama, Zara, per citare solo alcuni dei grandi marchi della Grande Distribuzione e della Distribuzione Organizzata.

L’assenza di un Contratto Nazionale di riferimento, e di aumenti salariali da quasi tre anni, sono tra i principali motivi della mobilitazione proclamata a livello nazionale e prevista a livello territoriale e davanti a centinaia di punti vendita.

Dopo gli scioperi del 7 novembre e del 19 dicembre 2015, era ripreso il confronto tra Federdistribuzione e Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UILTuCS, per definire un Contratto Nazionale di settore.

La trattativa si è nuovamente interrotta ad aprile. Dopo una serie di incontri si è evidenziata, ancor di più, la distanza tra le parti: “Federdistribuzione vuole riversare sulle lavoratrici e sui lavoratori il peso del calo dei consumi degli ultimi anni” afferma la Filcams Cgil Nazionale, “non riconoscendo loro la giusta dignità e il giusto salario”.

Intanto, il tempo di consumare la rottura e Federdistribuzione ha dato mandato alle proprie aziende, di erogare nel mese di maggio, a titolo di anticipo sui futuri aumenti, 15 euro. Una scelta unilaterale che tende a frapporre ulteriore distanza rispetto alla ricerca di una soluzione condivisa sul Contratto Nazionale. Una scelta, inoltre, che determina ulteriore distanza con il resto del settore, in primo luogo rispetto ai lavoratori delle aziende aderenti a Confcommercio che raggiungeranno, alla stessa data, 45 degli 85 euro di aumenti complessivamente previsti.

La questione salariale, oltre alle richieste di interventi normativi peggiorativi, è un tema centrale proprio per le dinamiche della concorrenza, poiché l’obiettivo di Federdistribuzione è quello di erogare una massa salariale notevolmente inferiore con una proposta pari a circa 1800 euro, con una totale “scopertura” per 2014, 2015 e parte del 2016; il Contratto rinnovato nel marzo del 2015 con Confcommercio, prevede invece una massa salariale di 3000 euro al 31 dicembre 2018, con aumenti già erogati nel 2015 ed altri ancora che verranno corrisposti tra il 2016 e il 2017.

È una differenza importante che si determinerebbe tra i lavoratori e una responsabilità nell’introdurre dumping nel mercato che oltre alle disuguaglianze vede quindi un effetto distorsivo tra competitor.

Le difficoltà della crisi economica, il calo dei consumi, le aperture illimitate, le disdette dei contratti integrativi hanno già fortemente condizionato i dipendenti del settore, e la mancanza di una cornice contrattuale nazionale condivisa non può che costituire un ulteriore peso negativo per i lavoratori.

“Abbiamo responsabilmente provato a costruire dei punti di equilibrio per la definizione di un contratto che sarebbe il primo Contratto Nazionale della Grande Distribuzione  e della Distribuzione Organizzata” afferma la Filcams Cgil Nazionale, “ma abbiamo dovuto registrare una chiusura netta e indisponibilità a cui non può esserci risposta diversa se non quella dello sciopero del 28 maggio e le altre iniziative che seguiranno”.