26 marzo, manifestazioni in tutta Italia

24/03/2004


  sindacale



mercoledì 24 marzo 2004

Migliaia di assemblee in fabbriche, scuole e uffici stanno preparando lo sciopero generale unitario di venerdì prossimo
26 marzo, manifestazioni in tutta Italia
Epifani: «Ci sarà una risposta forte.
Chiediamo al governo una politica di sviluppo»
Laura Matteucci

MILANO «Dopo le assemblee che stiamo facendo ci aspettiamo una giornata di lotta e protesta. Venerdì ci attendiamo una risposta molto forte». Cgil, Cisl e Uil preparano lo sciopero generale del 26, e nelle assemblee vedono i lavoratori saldarsi attorno alla piattaforma unitaria. Lo dice il segretario della Cgil Guglielmo Epifani
(che parlerà a Palermo, mentre Pezzotta sarà a Milano e Angeletti a Roma), lo conferma anche il leader della Cisl, Savino Pezzotta: «Le assemblee danno un’adesione altissima – dice infatti – La gente è d’accordo con il sindacato perchè comincia a soffrire veramente. Si dia una mossa chi deve darsela».
I sindacati ricordano che ci saranno manifestazioni in tutte le province italiane: «L’esigenza – continua Epifani – è quella di ridare al Paese una politica industriale degna di questo nome, di consentire un futuro produttivo fatto di qualità, innovazione, ricerca e formazione, uniche condizioni – aggiunge – che possono consentire al sistema produttivo di reggere la competizione internazionale». «Senza industria di qualità non c’è politica di sviluppo che abbia un futuro – sottolinea – Con lo sciopero di venerdì chiediamo una diversa politica dei redditi. In questi anni i redditi del lavoro dipendente e da pensione sono stati più sacrificati. Chiediamo una diversa gestione nel campo delle politiche sociali e pubbliche, in modo particolare
nella sanità, l’assistenza, la scuola e la formazione».
E sullo stesso tono è anche il vicesegretario generale della Uil, Adriano Musi: «Ci auguriamo – dice – che il governo capisca il messaggio che viene dai lavoratori. La richiesta di cambiare la politica economica in quanto siamo in presenza di una situazione di stagnazione, di una riduzione degli investimenti e di un aumento delle scorte invendute nei negozi. Solo una inversione totale di rotta può evitare
di rimanere incagliati sugli scogli della crisi economica».
L’organizzazione della giornata, intanto, è praticamente definita. Ieri è stato messo a punto anche il programma dell’Emilia-Romagna, dove si terranno undici manifestazioni in tutti i capoluoghi di provincia più Cesena e Imola. A Bologna e Modena sfileranno due cortei.
Nel capoluogo in testa marceranno i precari della ricerca, gli studenti e il mondo della scuola, ma anche – nel secondo corteo – i lavoratori del commercio e del terziario. Il comizio finale sarà tenuto da Adriano Musi per la Uil.
Manifestazioni anche nelle province liguri, Genova, Imperia, Savona e La Spezia, con tutto il settore pubblico, gli edili, il commercio, le poste e le banche che si fermano per otto ore, mentre gli altri comparti per quattro.
Otto ore di sciopero per tutti, invece, in provincia di Macerata. Lo hanno reso noto Cgil-Cisl-Uil assieme al calendario delle manifestazioni programmate in tutte e quattro le province delle Marche. In preparazione dello sciopero sono state organizzate nella regione 1.500 assemblee nei luoghi di lavoro e nelle scuole tanto che delegazioni di studenti interverranno ai comizi che saranno tenuti dai leader sindacali a sostegno non solo delle pensioni, ma anche del fisco, del carovita e del welfare. In provincia di Ancona si terranno due manifestazioni: la prima nel capoluogo e la seconda a Fabriano. Manifestazioni anche a Pesaro, a Macerata, ad Ascoli Piceno. I settori particolarmente in crisi sono quelli del comparto moda e del mobile.
Aderiscono allo sciopero anche le organizzazioni degli inquilini. Il Sunia regionale dell’Emilia-Romagna in una nota dichiara di «condividere le motivazioni» dell’astensione dal lavoro «per respingere la politica economica del governo e le decisioni di procedere alla modifica del sistema previdenziale. Così come fa propria la richiesta contenuta nel documento, alla base dello sciopero, e che riguarda la politica abitativa, frutto anche del costante rapporto costruito con le confederazioni». Il Sunia, quindi, parteciperà alle iniziative territoriali per dire «no agli affitti da rapina, no agli sfratti, no agli affitti in nero, per chiedere un’inversione di tendenza sulle politiche abitative, per il rifinanziamento dell’edilizia residenziale pubblica e per una modifica della legge
sugli affitti che consenta canoni sopportabili per i lavoratori e i pensionati».