25 Aprile e 1 maggio, sui territori la Filcams contro le aperture nel commercio

22/04/2015

A pochi giorni da i due ponti laici più importanti del nostro paese, riprende il dibattito per le aperture commerciali nei giorni festivi.
Al valore, storico e sociale del 25 aprile, festa della Liberazione, e 1 del maggio, Festa del lavoro, viene contrapposto un esagerato consumismo, che secondo i sostenitori del sempre aperto, è indispensabile per il rilancio dell’economia.
Nei territori è scontro tra istituzioni, sindacati e rappresentanti dei commercianti.

A Cesena il Sindaco Lucchi ha lanciato un appello per tenere chiusi i negozi nel giorno della Liberazione e riconoscerne il valore per la comunità.
Appello lanciato anche dal comune di Forlì che ha invitato gli esercizi commerciali a restare chiusi, per scelta: “Liberiamo le feste e riempiamo i carrelli di Valori, chiudiamo i negozi e riapriamo le famiglie”

A Savona è scontro per la decisione della Coop cittadina, di aprire il 25 aprile
. “Coop Liguria ha deciso, uniformandosi alla logica della concorrenza e del mercato, di aprire le proprie strutture di vendita in quella che consideriamo una data di fondamentale importanza storica e morale, e che ricorda il sacrificio di donne e uomini per la nostra libertà” ha dichiara una nota della Filcams. Una scelta che seppur “legittimata da norme di legge che contrastiamo da tempo sperando vengano presto modificate e dal contesto economico, lascia francamente stupiti”.

A Modena, i sindacati del Commercio Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltcus Uil hanno proclamato lo sciopero per le giornate festive civili e religiose del 25 Aprile, 1° Maggio, 2 Giungo e 15 Agosto 2015 contro le liberalizzazioni degli orari commerciali; sciopero e astensione dal lavoro per i dipendenti del commercio della Toscana: nel giorno della Liberazione, si ricorda l’impegno e il sacrificio partigiano, “Ricordatevi di noi” è lo slogan del volantino diffuso “Non passate questa giornata in un supermercato”.

Saltato qualsiasi tentativo di accordo a Reggio Emilia, a causa dell’indisponibilità di alcune catene della grande distribuzione e le associazioni di categoria di includere tra le giornate di chiusura anche il 25 aprile e il 1 maggio.

Proteste anche in Piemonte, Umbria, Veneto, e altre regioni e città d’Italia.

“Il 25 aprile e il 1 maggio sono due giornate storicamente e socialmente importanti” afferma Maria Grazia Gabrielli, segretaria generale Filcams Cgil, la categoria che da anni ha avviato la campagna per la regolamentazione delle aperture domenicali e festive nel commercio, La Festa non Si vende, “Una lotta per i diritti dei lavoratori, per la conciliazione di tempi di vita e di lavoro per un modello di consumo diverso e sostenibile. Ma anche una battaglia per i valori, per il rispetto della nostra cultura, la nostra storia e le battaglie dei nostri predecessori, “conclude la segretaria, “Per mantenere viva la memoria, di chi prima di noi ha combattuto un’ideale, per la libertà e la dignità del lavoro”.

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La Festa non si vende 25 aprile
La Festa non si vende 25 aprile – verticale