25 aprile, la sinistra si stringe attorno a Cofferati

26/04/2002






(Del 25/4/2002 Sezione: Interni Pag. 7)
CORTEI NELLA CAPITALE, A TORINO, BOLOGNA, VENEZIA
25 aprile, la sinistra si stringe attorno a Cofferati
Il leader Cgil: non accomunare chi lottava per la libertà con chi era contro

ROMA

Sarà una manifestazione ancora più grande di quella del 1994. Il 25 aprile di 7 anni fa, sotto una pioggia battente, la Festa della Liberazione fu la prima occasione di «riscossa» per una sinistra ancora sotto shock dopo la vittoria elettorale del Polo. Stavolta le elezioni sono trascorse da dieci mesi, anche se il clima politico è assai teso, e il «popolo della sinistra» già mobilitato in questi mesi dalla protesta sindacale, si ritroverà numerosissimo a Milano per rispondere all´appello dell´Anpi (l´associazione dei partigiani d´Italia). Tradizionalmente, il comizio finale in Piazza Duomo viene affidato a rotazione a uno dei segretari generali delle confederazioni sindacali: quest´anno toccherà al leader della Cgil Sergio Cofferati, la personalità che secondo molti osservatori ha saputo trovare le chiavi giuste per rianimare una sinistra politica afasica e priva di slancio. Al corteo pomeridiano, che partirà da Piazzale Loreto, ci saranno proprio tutte le anime del popolo della sinistra tutte unite sotto il segno di «Bella Ciao». Accanto ai vecchi partigiani, ai militanti dei partiti del centrosinistra e all´esercito mobilitato dai sindacati ci saranno anche i giovani dei centri sociali e del movimento noglobal, i sostenitori dell´Intifada in Palestina, e le schiere del Palavobis e dei «girotondi». Sul palco in Piazza Duomo ci saranno anche un rappresentante del volontariato, i presidenti delle associazioni dei partigiani Arrigo Boldrini e Aldo Aniasi, Olga D´Antona e Giuliano Giuliani, il segretario dei Ds Piero Fassino e il presidente del Pdci Armando Cossutta. Facile immaginare che non si tratterà di una manifestazione di pura e semplice celebrazione. Il ricordo della lotta di Liberazione – con una parte del centrodestra che invoca la «pacificazione nazionale» e chiede che vengano ricordati anche i caduti «dell´altra parte» – si trasformerà in una protesta contro il governo e la maggioranza che lo sostiene. Sergio Cofferati ieri era in Friuli, davanti allo stabilimento di Monfalcone (Gorizia) della Fincantieri, a una cerimonia in ricordo dei 503 lavoratori dei cantieri – italiani e sloveni – caduti nella guerra di Liberazione. Il leader Cgil ha detto con chiarezza che non è possibile «accomunare coloro che si sono battuti per la libertà con coloro che quella libertà combattevano con la violenza». Insomma, no ai «facili revisionismi», e sì alla difesa dei valori della Resistenza «da coloro che li vogliono mettere in discussione», anche contro il terrorismo. «Il sacrificio di quei lavoratori – ha detto Cofferati – è stato mirato a garantire a coloro che sarebbero venuti dopo di poter vivere in un paese democratico. La democrazia è un valore altissimo, un bene supremo per le collettività e non è mai data per sempre. Noi dobbiamo difendere la libertà che ci hanno consegnato». Altre manifestazioni sono previste in tutte le città italiane. A Roma in programma due cortei, oltre ad altre cerimonie e iniziative: la mattina uno organizzato dal «Roma Social Forum», nel pomeriggio quello dell´Anpi, presente il sindaco Veltroni. Nella Capitale c´è un po´ di tensione, dopo l’irruzione al teatro Vascello di un gruppo di militanti neofascisti e di An, che ha interrotto una piéce sulla Resistenza. Inoltre, nel pomeriggio potrebbe tenersi una manifestazione del gruppo di ultradestra «Forza Nuova». A Torino appuntamento al cimitero Monumentale di corso Novara con il sindaco Chiamparino, e iniziative nelle circoscrizione e nella provincia. A Bologna, in Piazza Maggiore, i noglobal hanno preannunciato una contestazione a suon di fischi al sindaco Guazzaloca. A Venezia, alle manifestazioni commemorative parteciperà il presidente dell´Unione delle Comunità Ebraiche Amos Luzzatto.

Roberto Giovannini