25, 26 Dicembre e 1 Gennaio proclamazione dello sciopero nel commercio in Toscana

17/12/2014

A fronte di catene della GDO che hanno annunciato l’apertura dei punti vendita in queste festività, Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno indetto uno sciopero e l’astensione dal lavoro per le giornate del 25 e 26 dicembre 1 gennaio in tutta la Regione.

Per spegnere le luci di negozi e supermercati e far vivere la festa.
A distanza di 3 anni ormai, la liberalizzazione degli orari commerciali mette in evidenza risultati molto diversi, rispetto alle attese che i proponenti avevano auspicato (il governo Monti ipotizzava un aumento del PIL del 2% e della occupazione).
Non si è realizzato niente di tutto ciò.
“Anzi, i consumi continuano a calare, sia quelli alimentari che quelli non alimentari,” affermano Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil della Toscana, “oramai siamo in presenza di Deflazione, i margini delle imprese commerciali diminuiscono e l’attacco al costo del lavoro si fa sempre più pressante. Così come le condizioni di lavoro ed economiche durante le domeniche e le festività; continuano a peggiorare, per effetto degli aumenti dei nastri orari della domenica e festivi con turni massacranti e mal retribuiti.”
Nonostante le aperture domenicali e festive, infatti, molte aziende della Grande Distribuzione utilizzano gli Ammortizzatori Sociali e attuano procedure di licenziamento collettivo.
Le aziende, soprattutto i negozi a conduzione familiare e i punti vendita delle catene commerciali, non hanno tratto beneficio da queste aperture deregolamentate, anzi in molte chiudono, le città si svuotano di attività commerciali e la concorrenza diventa soccombente. Nel 2014 secondo la Confcommercio, ogni giorno chiudono 32 negozi.

“Inoltre” proseguono i sindacati “lavorare la domenica ed i festivi, in modo non regolamentato, vuol dire anche che le condizioni familiari degli addetti del commercio, in prevalenza donne, peggiorano e la qualità della vita pessima perché non si riesce a contemperare i tempi di vita con quelli di lavoro”.

“Un’alternativa a questo modello di consumo c’è, bisogna tornare ad avere aperture regolamentate delle domeniche e dei festivi, che contemperino le esigenze dei consumatori, delle aziende e dei lavoratori, riportando al livello locale l’individuazione delle aperture, con principi definiti e concordati.”

Le Organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs uil sono a chiedere una legge che modifichi il decreto “Salva Italia”, alcune proposte di Legge che chiedono che si regolamentino le aperture domenicali e festive sono al vaglio della commissione parlamentare, ma l’iter sembra essersi interrotto, nonostante molta società civile, compresa la Chiesa con le parole di Papa Francesco, sono concordi nel ritenere che ci debbano essere delle festività nelle quali anche ai 2 milioni di lavoratori del commercio sia permesso di stare con le proprie famiglie.

A fronte di catene della GDO che hanno già annunciato l’apertura dei punti vendita in queste festività, Filcams, Fisascat e Uiltucs della Toscana hanno indetto uno sciopero e l’astensione dal lavoro per le giornate del 25 e 26 dicembre 1 gennaio in tutta la Regione.