“1°Maggio” L’Osservatore: al concerto insulti terroristi

03/05/2007
    giovedì 3 maggio 2007

    Pagina 2 – Interni

      L´Osservatore: insulti terroristi
      al concerto del Primo Maggio

        Poi la Santa Sede precisa: erano solo sciocchezze

          Marco Politi

            CITTA´ DEL VATICANO – E´ terrorismo criticare la Chiesa. L´Osservatore Romano respinge le battute dell´attore Andrea Rivera dal palco del concerto del 1. Maggio e lancia un furioso attacco contro ogni tipo di critica alla gerarchia ecclesiastica, arrivando a definire «terrorismo» le sue parole. Rivera aveva polemizzato sul preservativo, l´evoluzionismo, il caso Welby? L´Osservatore tuona: «Anche questo è terrorismo. E´ terrorismo lanciare attacchi alla Chiesa. E´ terrorismo alimentare furori ciechi e irrazionali contro chi parla sempre in nome dell´amore. E´ vile e terroristico lanciare sassi questa volta addirittura contro il Papa».

            Il quotidiano vaticano è restato particolarmente urtato dalla diretta televisiva e dalla presenza in piazza San Giovanni di quasi mezzo milione di persone. Pur dando atto ai sindacati di essersi dissociati dalle frecciate di Rivera, il giornale vaticano ha evocato lo spettro di conseguenze drammatiche: «Le parole del conduttore forse sono solo espressione di una sconcertante superficialità. Ma la loro pericolosità non è altrettanto superficiale».

            Sulla scia dell´attacco del giornale vaticano, diretto da Mario Agnes, si sono buttati gli esponenti del centro-destra. Il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Vito, ha parlato di «gravissimi attacchi contro la Chiesa», chiedendo che il Governo si presenti in aula. Giovanardi (Udc) ha dichiarato che «il primo maggio è stato sporcato da mediocri comizi da politicanti». Duro Fini, leader di Alleanza nazionale: «Rivera poteva dire quel che voleva in qualunque altro luogo, ma non può usare il palco del 1. Maggio per fare beceri comizi anticlericali». C´è chi vuole «negare alla Chiesa il diritto di pronunciarsi», ha soggiunto.

            Ma in serata è arrivata la frenata dalla Segreteria di Stato. Il portavoce papale padre Lombardi ha citato il presidente Napolitano e il cardinale Bertone: «E´ bene che tutti ci diamo da fare per disinnescare le tensioni e ricreare le condizioni per un dialogo sereno nella nostra società». Le parole di Lombardi riflettono la strategia seguita dal segretario di Stato Bertone, che già l´altro giorno confidava a Repubblica l´esigenza di svelenire il clima.

            Lombardi ha ridimensionato la sparata dell´Osservatore, sottolineando che i commenti «irrispettosi» verso il Papa erano irresponsabili, «è giusto dirlo e bene hanno fatto i responsabili sindacali a dissociarsene». E tuttavia «l´evidente sciocchezza» non deve diventare un «tragedia», e non sia occasione per un riaccendersi di «sproporzionati conflitti». A Forlì, dov´era ieri, il cardinale Bertone ha ribadito: «Auspico che monsignor Bagnasco e tutti i vescovi della Chiesa possano svolgere serenamente il loro ministero a favore della società». Anche il presidente della Cei, in un´intervista televisiva del primo maggio (prima dell´incidente), si era sforzato di rasserenare l´atmosfera, augurandosi sui temi in gioco «una riflessione pacata e un clima di distensione in cui ognuno può esprimere le proprie posizioni serenamente».

            L´equazione "critiche alla Chiesa uguale terrorismo", propugnata dall´Osservatore, ha suscitato reazioni polemiche nello schieramento laico. Il socialista Boselli ha accusato l´Osservatore di aprire una «caccia alle streghe, invocando di fatto la censura». Per il radicale Capezzone il quotidiano vaticano è «completamente fuori misura». De Palma, Rifondazione, parla di «scomunica da anni Cinquanta». Grillini (Ulivo), ex leader Arcigay: «Rivera ha interpretato il sentimento della piazza e di buona parte del paese».