“1°Maggio” In America gli «illegali» alzano la testa

03/05/2006
    mercoled� 3 maggio 2006

    Pagina 9 – 1�MAGGIO

    Primo maggio in America: gli �illegali� alzano la testa

      Mobilitazione senza precedenti: da Los Angeles a New York due milioni nelle strade per chiedere la sanatoria

        di Roberto Rezzo/ New York

        �OGGI SI MARCIA, domani si vota�, scandiscono gli slogan. Un milione di persone secondo le forze dell’ordine, almeno due milioni secondo gli organizzatori, sono scese in strada il primo maggio dalla California a New York, dal Kentucky al Texas. Latino-americani per la maggior parte, ma c’erano asiatici, africani, europei. Insieme agli studenti, ai pacifisti e a tantissimi giovani. Hanno chiesto pi� rispetto per i lavoratori stranieri, e soprattutto una sanatoria per quelli che non hanno i documenti in regola. Dalle parole ai fatti, il boicottaggio d’un giorno non ha messo in ginocchio le citt� come qualcuno tra gli organizzatori s’aspettava, ma migliaia di caffetterie, di ristoranti, di negozi sono rimasti chiusi. Le grandi catene di fast-food come McDonalds non forniscono cifre ma confermano che molti punti vendita sono rimasti con le serrande abbassate.

        L’impatto economico d’un giorno senza immigrati si misura con perdite da milioni di dollari su scala nazionale. Hanno incrociato le braccia quelli che sono senza documenti, abituati a vivere nell’ombra; e quelli che sono americani da generazioni e si aspettano un riconoscimento per il contributo che la popolazione di lingua spagnola ha dato all’America. Una forza lavoro a basso costo senza la quale interi settori produttivi smetterebbero di esistere, e che ora la destra repubblicana al Congresso sta cercando di criminalizzare.

        � stata la pi� grande manifestazione di protesta a memoria d’uomo in America. Si � svolta pacificamente e senza incidenti con la polizia, nonostante a Los Angeles lo schieramento di agenti in tenuta anti sommossa e di transenne fosse quello che ci si aspetta per le olimpiadi o i funerali del presidente. Migliaia di bandiere messicane e musica nelle strade, davanti a negozi chiusi o deserti. Niente figli a scuola, niente spesa: �Vediamo se i gringos capiscono la lingua del portafogli�. Nei distretti scolastici di Los Angeles le assenze registrate sono state del 27 per cento. Il gigante alimentare Goya ha sospeso la distribuzione dei suoi prodotti a negozi e supermercati per solidariet� con la protesta degli immigrati. �Celebriamo la fondamenta su cui l’America � cresciuta e sosteniamo le politiche per legalizzare milioni di cittadini senza documenti che lavorano in questo Paese, creando ricchezza e cercando di costruire un futuro migliore per le loro famiglie�, ha dichiarato il direttore generale Robert Unaue.

        Si son fermate le macchine da cucire nei capannoni di Port Morris nel Bronx dove i dominicani assembrano per poco pi� di cinque dollari all’ora le divise per l’esercito americano. Stoffa importata dal Messico. Ristoranti chiusi anche nel centro di Manhattan senza i lavapiatti che arrivano dal Salvador, dall’Honduras, dall’Equador e che di solito si sparano turni di dieci o dodici ore al giorno. Baby sitter e giardinieri hanno lasciato i loro affluenti datori di lavoro a spupazzarsi i pargoli e ad annaffiarsi il giardino. E ad accudire lo zio paralitico.

        Il messaggio sembra arrivato. L’ultimo sondaggio commissionato dalla rete televisiva Nbc e dal Wall Street Journal mostra che il 68% degli americani � per la regolarizzazione degli immigrati che hanno un lavoro con la piena cittadinanza. Questa la proposta dei democratici al Congresso; un altro disegno di legge vuole investire mezzo miliardi di dollari per alzare una barriera hi-tech lungo tutta la frontiera con il Messico. E sbattere in galera sia i clandestini che chi d� loro un lavoro. Persino il presidente Bush ha dovuto prendere le distanze dai compagni di partito che invocano deportazioni di massa.

        Il successo dello sciopero, sia in termini di partecipazione che di consenso raccolto fra l’opinione pubblica ha suscitato scomposte reazioni dal fronte dei conservatori xenofobi. Lou Dobbs, il corpulento e sanguigno commentatore finanziario della Cnn, ha denunciato davanti alle telecamere una congiura di stampo bolscevico: �La scelta del primo maggio per una protesta degli immigrati che stanno illegalmente in questo Paese, una manifestazione nella Giornata internazionale dei lavoratori, una commemorazione dell’estrema sinistra mondiale, � una scelta particolarmente sfortunata. L’America ha un cuore, ma tutti dobbiamo vivere nel rispetto della legge. � inaccettabile che chi vive al di fuori della legge pretenda di condizionare le nostre leggi�.