“1°Maggio” I sindacati chiamano Prodi

03/05/2006
    mercoled� 3 maggio 2006

    Pagina 8 – 1�MAGGIO

    I sindacati chiamano Prodi: vogliamo presto la svolta

      Da Locri un messaggio chiaro al nuovo governo
      Nella grande industria emorragia di posti di lavoro

        di Felicia Masocco
        inviata a Locri

          FATTORE TEMPO – La legislatura � archiviata, i problemi restano, si faccia subito il nuovo governo e si metta subito al lavoro. Il carattere d’urgenza � rimbalzato da una piazza all’altra del Primo maggio, giornata di bilancio e di attesa per i sindacati e per centinaia di migliaia di persone che hanno manifestato in tutta Italia per le ragioni del lavoro. Nelle decine di iniziative dei confederali, alla May Parade dei Cobas a Milano, con l’Ugl a Terni. A Locri, dove Cgil, Cisl e Uil hanno tenuto l’iniziativa nazionale hanno sfilato in trentamila giunti un po’ da tutto il paese, ma soprattutto dal Sud e dalla Calabria per dire che non ci sono solo mafie e rassegnazione. E per chiedere a Romano Prodi un segnale di svolta che veda lavoro e Mezzogiorno tra le priorit� del suo governo altrimenti sar� difficile riacciuffare la ripresa economica.

          A rafforzare le preoccupazioni gli ultimi dati Istat sull’occupazione nelle grandi imprese. Tra febbraio 2005 e febbraio 2006, sono stati cancellati 8mila posti, pari allo 0,4%. Segno che il declino industriale non si arresta, pesante eredit� lasciata da Berlusconi e che, appunto, non c’� tempo da perdere.

          A dispetto delle previsioni meteo luned� a Locri c’� stato il sole. E in barba alle divisioni (tra Cisl e Cgil sulla legge 30), non ci sono state contestazioni. Tutto si � svolto nell’unit�, con striscioni a tre sigle e i colori delle bandiere confederali mischiati nelle strade e nella piccola piazza cittadina con quelle dei partiti di sinistra, quelle arcobaleno della pace e decine di gonfaloni di comuni e province, da sindaci di ogni partito. Dei fischi di Milano a Locri si � sentita solo l’eco.

          Attenti a non porre l’accento su quel che divide, Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti hanno detto molte cose all’unisono. Una in particolare: non esiste una politica di due tempi e cio� prima si risana (leggi alla voce sacrifici) e poi si redistribuisce. �Il tempo � uno soltanto, per il risanamento e lo sviluppo�, ha detto Epifani. �Quando incontreremo il governo, insieme alla lotta alla precariet� chiederemo un segno di svolta per gli investimenti verso il Mezzogiorno�. �In caso contrario – ha poi ammonito – molte attese andrebbero deluse e molte situazioni a peggiorare�. Tra le cose da fare subito, la Cgil propone un tavolo per la Calabria e la Locride. Non l’ennesimo tavolo di confronto ad oltranza che poi non decide nulla, ma qualcosa di pi� �modesto�, che punti a realizzare poche cose e dia prospettive.

          �Contraria alla politica dei due tempi� anche la Uil. �Non serve a nulla, l’esperienza ha dimostrato che non produce risultato – scandisce dal palco Luigi Angeletti -. Questa scelta non l’accettiamo�. �La crescita della ricchezza e la sua redistribuzione devono avvenire contemporaneamente�. Considerato lo stato delle finanze pubbliche � un bel paletto quello che pongono i sindacati. Ad ascoltarli anche Cesare Damiano deputato Ds e Antonello Falomi eletto con Prc. Quanto al Sud il neosegretario generale della Cisl Raffaele Bonanni chiede un �new deal�, �scelte forti a partire dalla fiscalit� di vantaggio. Questo chiediamo: l’altro non l’ha fatto, questo governo lo dovr� fare�. Lo sviluppo esige legalit�, la giornata l’ha sottolineato fin dalla mattina quando a palazzo Nieddu, Epifani Bonanni e Angeletti hanno incontrato i 42 sindaci della Locride e il presidente della regione Agazio Loiero. Con loro anche la vedova di Fortugno, ucciso all’ingresso di quel palazzo. Lo sviluppo vuole la pace. � stato commosso l’omaggio dei tre leader e della piazza ai caduti di Nassiriya, continuato in serata con la visita di Epifani alla camera ardente allestita a Roma. Nella capitale, sul palco di San Giovanni i tre segretari hanno accennato qualche brano di �Viva l’Italia�, la canzone di De Gregori, leitmotiv di questo Primo maggio. Lo � stata insieme a �Bella Ciao� intonata tanto a Locri quanto a Roma.

          � il paese nato dalla Resistenza e retto dalla Costituzione. In nome della sua unit� Cgil, Cisl e Uil sono in campo per respingere il referendum sulla devoluzione. Ma c’� un’altra unit� di cui c’� bisogno. A richiamarla � stato Bonanni: �All’unit� di Cgil, Cisl e Uil non c’� alternativa�.