“1°Maggio” Al «Concertone» tira aria nuova

03/05/2006
    mercoled� 3 maggio 2006

    Pagina 10 – 1�MAGGIO

    Al �Concertone� tira aria nuova sulla musica e l’Italia

      Un milione i ragazzi nella piazza romana
      Artisti fiduciosi (con cautela) sul Paese

        di Silvia Boschero/ Roma

          ARIA NUOVA – Viva l’Italia del Primo Maggio. Quella di un milione di ragazzi arrivati da tutta la penisola per cantare, accamparsi, sventolare gli striscioni scritti a mano, far vedere belle facce sorridenti sperando di finire sul megaschermo in diretta su Raitre. Viva l’Italia della grande musica italiana, quella dei Modugno e dei Battisti omaggiati sul palco, ma anche di Max Gazz�, di Ligabue, o quella sgangherata cantata dai tre segretari dei sindacati, Epifani (Cgil), Bonanni (Cisl) e Angeletti (Uil). Che hanno notato: il clima quest’anno � pi� disteso. L’Italia in piazza San Giovanni non sembrava certo il paese diviso, dilaniato, difficile da governare che ci siamo sentiti finora addosso. Una piazza in festa in cui si percepiva lo scarto tra il paese reale e quello della politica urlata: l’unit� c’�, sta dietro una canzone, nella gente, su un treno gremito in arrivo da Cant�, dalla Calabria o da Santa Maria di Leuca. Una voglia di ricominciare espressa da tutti i musicisti che hanno partecipato ad una delle migliori edizioni del concertone. Lo dice Bennato, lo dice Max Gazz�, lo ha detto Capossela evocando il diritto alla gioia: �Siamo un popolo comunicativo, sociale. L’esasperazione dei toni riguarda solo la classe politica e i media che spesso la cavalcano�.

          Qui i giovani, categoria trasparente, precaria e mal rappresentata, hanno voglia di esserci, dire la propria, esporre uno striscione per l’ex premier: �Silvio riconteggia ‘sti coglioni�. E via tutti a ballare. Ma anche a ridere con i comici di Zelig, con l’ottimo cantastorie Andrea Rivera (quello delle interviste �citofoniche� con la Dandini) e il bravissimo Claudio Bisio che scherza: �Viva l’Italia! L’Italia del tre, il numero magico: l’Italia di Tremaglia, di Trezeguet, di Tremonti�, non dimentica i lavoratori, e via un boato dalla folla. � un boato di liberazione, soprattutto la voglia di lasciarsi alle spalle i toni pesanti: �Ho vissuto le elezioni come tutti – ha detto Ligabue – con una sensazione di vittoria ma con l’ansia di una futura difficile governabilit�. Mi auguro che chi � stato investito del potere questa ansia non la senta perch� ora c’� solo bisogno di lavorare, di entusiasmo�. E una nota di fiducia: �Siamo tutti pi� disillusi e scettici ma dobbiamo sforzarci e crederci un po’ di pi�. Per questo stasera suono solo rock and roll�. Un rock potente il suo, come quello di Skin e dei ventenni inglesi Hard-Fi, contagiati dalla piazza: �Qui il Primo Maggio ha un senso forte, da noi spesso significa solo andarsi a ubriacare al pub�. Si avverte cautela, pensando al Paese, ma con ottimismo: �Mi sembra evidente – parla Piero Pel� – che a livello politico ci sar� da soffrire. Ma la politica � una cosa, i rapporti tra la gente un’altra, pi� semplici�. Al suo sesto Primo Maggio l’ex Litfiba ha messo da parte la sua vena polemica, e non per un problema di par-condicio: �Di politica ne ho sentita anche troppa ultimamente. Ho preferito lanciare un messaggio attraverso un’antica canzone abruzzese portata al successo da Modugno (Amara terra mia), rivolto alle politiche d’immigrazione�. Ma rispetto alle passate censure tv preventive del centro-destra la differenza si sente: �L’altra volta si respirava una brutta aria per via della differita – ha detto Caparezza – Ora sento un cambiamento�. Ma � arrabbiato il rap-autore di Molfetta: �Dovrebbero essere ricordati anche gli operai che muoiono sul lavoro come i caduti di Nassirya�. I cantanti sono tutti d’accordo a passare all’azione, certo nel proprio campo, prima di tutto con una legge sulla musica. Lavorare � la parola chiave per Max Gazz�: �L’anno scorso dicevamo tiriamo a campa’, stavolta ci diamo pacche sulle spalle. Ho parlato con Veltroni e anche lui era molto motivato. Bisogna crederci nel cambiamento e iniziare a costruire�. Chi invita tutti dal palco a firmare una proposta di legge �per un’altra tv� � Sabina Guzzanti: �Serve a svincolare la tv di Stato dal potere politico. Dopo una trattativa durata 15 giorni con gli organizzatori mi hanno dato il permesso di parlare sul palco�. In tv non s’� per� vista, visto che ha lanciato l’appello durante la pausa pubblicitaria.