1800 dirigenti Cgil, 600 della Uil, decine della Cisl appoggiano la mozione Fassino

22/11/2004
    sabato 20 novembre 2004

      D’Alema: «Delle regole ne discuteremo al Congresso. Ma Piero si è conquistato la leadership sul campo». Folena e Melandri d’accordo con il presidente Ds

        1800 dirigenti Cgil, 600 della Uil, decine della Cisl appoggiano la mozione Fassino

          Wanda Marra

          ROMA 1800 dirigenti sindacali della Cgil, 600 della Uil, decine della Cisl, secondo i numeri diffusi dal responsabile del lavoro diessino, Cesare Damiano, nel prossimo congresso dei Ds voteranno la mozione del Segretario. «Si tratta di un dato molto importante della partecipazione al dibattito politico, perché sconfigge l’idea dell’indifferenza e del distacco dei sindacati», ha commentato Damiano aprendo l’incontro di Fassino con i quadri di Cgil, Cisl e Uil, che si è tenuto ieri a Roma, per presentare la sua mozione. Pur affermando che anche nelle altre mozioni si dà molto spazio ai temi del lavoro, Damiano ha sottolineato come quella di Fassino sia «il risultato del lavoro continuo degli ultimi 3 anni fatto di incontri, riunioni, 4 proposte di legge, la Carta dei diritti, l’inchiesta sul lavoro che cambia che stiamo per pubblicare».

            Buona l’accoglienza da parte dei quadri sindacali presenti. A riconoscere il lavoro del Segretario dei Ds e ad esprimere il loro sostegno alla sua mozione congressuale sono stati, tra gli altri, il Segretario Confederale della Uil Paolo Pirani, il Segretario Regionale del Lazio, Gabriele Mazzariello, l’ex Segretario generale della Uil, Emilio Gabaglio, il Segretario Generale della Uil Tucs, Luigi Scardaone, la Segretaria Generale del Nidil Cgil, Sabina Di Marco, il Presidente dell’Ires Cgil, Agostino Megale.

              In un intervento durato tre quarti d’ora, Piero Fassino ha fatto il punto della crisi che sta attraversando il nostro paese e ribadito l’esigenza di una politica diversa, ma anche di un diverso approccio culturale. E ha rinnovato il suo impegno: «Rispetto al Congresso di Pesaro c’è molta più attenzione ai temi del lavoro». È ha messo l’accento sul tema della precarietà: «La flessibilità è l’organizzazione della società. Ma non può essere precarietà». Il Segretario dei Ds ha denunciato i guasti prodotti dal governo: «Il centro sinistra ha le capacità e gli uomini per governare. Esattamente quello che la destra al governo non ha. Sta portando il paese alla rovina, non perché non ci siano le risorse, ma per la sua inettitudine». Inoltre, Fassino ha sottolineato nuovamente l’importanza del processo di unità. Infine, ricordando che siamo alla vigilia di un grande momento di lotta (lo sciopero del 30 novembre, quello dei lavoratori della scuola, il contratto del pubblico impiego) ha espresso la volontà di un rapporto costante coi sindacati.

                Pieno appoggio al Segretario dei Ds arriva anche da Massimo D’Alema: «Delle regole ne discuteremo al congresso ma se noi votassimo il segretario al congresso nazionale, probabilmente Fassino, che si è conquistato la sua leadership sul campo, avrebbe ancora più consensi dei molti che sta raccogliendo nelle sezioni», ha detto durante la registrazione ad Europa 7. «Come non essere d’accordo? Da tre anni chiediamo la modifica di questo punto dello statuto», ha detto Pietro Folena. Mentre Giovanna Melandri si è detta «lieta» che D’Alema convenga sul fatto che «l’attuale meccanismo congressuale dei Ds va rivisto perché irrigidisce la discussione».

                  Intanto, in vista delle prossime elezioni regionali, il coordinatore della Margherita in Emilia Romagna Marco Monari rispondendo ai Ds di Emilia, Marche, Toscana ed Umbria che si sono dichiarati disponibili alla lista unitaria ha detto: «Noi siamo già pronti per la Federazione dell’ulivo e per la lista unitaria».