“100anni” Una festa, un congresso e cent’anni di vita

07/09/2005
    mercoledì 7 settembre 2005

    CGIL. VELTRONI ANNUNCIA VIA LAMA, EPIFANI IL CONFRONTO SUI CONTRATTI

      Una festa, un congresso e cent’anni di vita

        La Cgil da un lato fa festa, dall’altro va a congresso. Le due attività, entrambe
        di rilievo e spessore, temporalmente coincidono ma se nella prima da annotare ci sono solo rose e fiori, nell’ambito della seconda le cose, come sempre accade, si complicano.

        Nel corso di una conferenza stampa di presentazione che si svolge in una affollatissima sala della Promoteca del Campidoglio per la presentazione delle celebrazioni della Cgil, due buoni amici, il segretario Epifani e il sindaco Veltroni si scambiano complimenti e affettuosità. Veltroni annuncia tra gli applausi che il Comune dedicherà una via di Roma a Luciano Lama (in prima fila sono presenti la moglie e la figlia) e sottolinea che «la Cgil ha sempre avuto nella sua storia la capacità di guardare avanti ». Ma nell’esaltarne il ruolo storico mette l’accento su figure iper-riformiste come Lama e Di Vittorio, appunto, ed esalta lo strumento della concertazione e la necessità che il sindacato riprenda il suo cammino unitario. Epifani, giustamente orgoglioso di una lunga teoria di eventi grandi e piccoli che accompagneranno le celebrazioni per i cent’anni della Cgil (logo «Cento anni d’Italia»), si cala nei suoi panni antichi, quelli del professore di storia e passa in rassegna i momenti salienti della storia del suo sindacato, dal primo Novecento al fascismo alla Resistenza fino a oggi,ma soprattutto tributa ai testimonial presenti (artisti, attori, registi, scrittori, le famiglie Di Vittorio, Lama e Bruno Trentin, accolto da applausi fittissimi) e che renderanno possibile celebrazioni così lunghe ricche, un sentito e doveroso omaggio.

        Subito dopo, poi nel primo pomeriggio, si materializza anche un’altra buona – anche se meno spettacolare – notizia: questa volta riguarda l’accidentato percorso delle relazioni sindacali e,forse,anche quelle con Confindustria. Un incontro lampo, infatti, che ha visto però la presenza di tutti e tre i segretari generali, ha segnato la ripresa del dialogo e del lavoro delle commissioni interconfederali su modello contrattuale, democrazia e rappresentanza sindacale.Dialogo e lavoro fermi ormai da troppo tempo ma che, questa volta, ripartono all’insegna del cauto ottimismo: I segretari di Cisl e Uil Pezzotta e Angeletti,infatti,si dicono fiduciosi sulla possibilità di raggiungere un’intesa sulla riforma del modello contrattuale (teme che li divide dalla Cgil da anni) già entro la fine del mese. Una verifica del lavoro delle commissioni è prevista
        per il 27 settembre, anche se la data è, per ora, più indicativa che reale e i termini dell’accordo ancora molto incerti.

        Ma l’altro ieri,in casa Cgil,è stato anche tempo di approvare in via definitiva
        le tesi congressuali e lanciare anche formalmente la gara congressuale. Che
        verterà, appunto, su emendamenti,non su tesi contrapposte. Agostino Megale, capofila della filiera riformista interna, offre un giudizio più che positivo del loro contenuto, anche rispetto a giudizi critici espressi proprio su queste colonne: «Un congresso unitario comporta sempre mediazioni e compromessi,
        ma permetterà anche una libera discussione tra noi e dunque un approdo più efficace dell’azione sindacale. La nostra prospettiva è parlare meglio al Paese e ritrovare la bussola dell’unità sindacale».

        Chi invece, come il Riformista ha scritto, si trova sempre più divisa e in lite
        è l’area della sinistra interna: all’altro congresso contava il 20% dei consensi,
        adesso anche. Ma allora era unita, oggi è nei fatti divisa in almeno quattro tronconi: l’area che fa capo a Nerozzi (Funzione Pubblica), lo zoccolo duro della
        Fiom, che vede il ritrovato asse Rinaldini-Cremaschi, e la (ex) sinistra di Patta,
        che si unirà alla maggioranza di Epifani. Dove ora stanno anche i riformisti.