“100anni” Oggi in agenda

12/09/2005
    sabato 10 settembre 2005

    Pagina 22

    Oggi in agenda
    i cent’anni della Cgil

      UN’EDIZIONE SPECIALE DELLA SMEMORANDA con contributi di scrittori, poeti e intellettuali, celebra il centenario della più grande organizzazione sindacale italiana e i suoi valori. Da oggi è in edicola insieme a l’Unità, il manifesto, Liberazione e Carta

      Andrea Barolini

        Per celebrare un evento (i cento anni della Cgil, la più importante organizzazione sindacale d’Italia). Per raccontare una storia (quella di milioni di lavoratori e lavoratrici e, con loro, di un Paese intero). Per non dimenticare lotte, vittorie e conquiste (che, dal 1° ottobre del 1906 ad oggi, hanno visto impegnati operai, braccianti, intellettuali, politici, uomini e donne attraverso gli anni di Giolitti, il ventennio fascista, due guerre mondiali, la Resistenza, l’Assemblea costituente, la ricostruzione, lo Statuto dei lavoratori, fino ai tre milioni che invasero Roma nel marzo del 2002 e oltre).

          Basterebbe (eccome!) a spiegare il perché dell’iniziativa che unisce Smemoranda (la famosa agenda, nata nel 1979 e diretta da Gino e Michele), l’Unità, il manifesto, Liberazione e Carta. Ma la «Smemoranda-Cgil 2006» (da oggi in vendita, insieme ai giornali, a 6,90 euro in più) è anche di più: è un tentativo di «capire il mondo di oggi, con le difficoltà esistenti e le lotte sociali per la tutela dei diritti dei lavoratori e delle persone», spiega Guglielmo Epifani nelle prime pagine.

            A raccontare il precariato, l’instabilità sociale, l’immigrazione sono stati chiamati scrittori e poeti di diverse generazioni ed estrazioni culturali. Ci sono le parole di Marco Lodoli, Erri De Luca, Dacia Maraini, Claudio Magris, Luigi Malerba, Lidia Ravera e Vincenzo Consolo. E ancora, le poesie di Edoardo Sanguineti, Valerio Magrelli, Tonino Guerra, Mario Lunetta (con un omaggio a Mario Luzi, il grande poeta recentemente scomparso) e i pensieri di Ermanno Rea, Silvia Ballestra e Diego Cugia, oltre ai racconti di Mauro Covacich e Claudio Magris (dei quali, in questa pagina, raccogliamo un’anticipazione).

              Un’edizione «preziosa», realizzata interamente con carta riciclata e con i colori «rubati» all’arcobaleno della bandiera della pace. Colma di immagini: dai manifesti per le campagne di tesseramento dei primi anni del secolo alle manifestazioni del terzo millennio, da Bruno Trentin a Sergio Cofferati, da Luciano Lama a Rinaldo Rigola. E, naturalmente, l’immagine del Quarto Stato dipinto da Giuseppe Pellizza da Volpedo nel 1901 (solo cinque anni prima che nascesse la Confederazione Generale del Lavoro), che campeggia nei due risvolti di copertina.

                Celebrare i cent’anni della Cgil significa ricucire gli infiniti fili della memoria. Ma soprattutto significa continuare ad essere consapevoli che il lavoro, i lavoratori e chi perora le loro cause, sono un elemento costitutivo ed insostituibile di un sistema democratico e del «patto sociale» che lo unisce. In Italia, oggi, non è un’ovvietà.