“100anni” La democrazia conquistata dai lavoratori

08/09/2005
    mercoledì 7 settembre 2005

    pagina 12

      «Tutto nacque da uno sciopero politico»

      La democrazia
      conquistata
      dai lavoratori

      di Paolo Ferrero

        Nel 2006 la Cgil compie 100 anni e ieri mattina Epifani ha presentato
        il nutrito programma di iniziative pensate per onorare l’avvenimento. Questo centenario è un’occasione importante per ripensare e ripercorrere la storia del paese evitando che questa venga riscritta dalle classi dirigenti e dalle culture reazionarie. La storia della Cgil ci dice con chiarezza che – con buona pace delle destre – la democrazia di questo
        paese è stata conquistata dalle classi lavoratrici e che non è separabile dalla lotta contro lo sfruttamento. Così come questa storia ci parla della vera unificazione dell’Italia fatta dalle lotte contro le gabbie salariali e da quel “nord e sud uniti nella lotta” che tante volte abbiamo scandito nei cortei.

        Riflettere sulla storia della Cgil, che è tanta parte della storia delle classi subalterne di questo paese, è però anche una occasione per fare un bilancio e ripensare la prospettiva del movimento operaio. Da questo punto di vista la riflessione attorno a questi cento anni non è un problema della Cgil ma tutto il movimento operaio. Noi comunisti per primi dobbiamo utilizzare questa occasione per fare un salto di qualità nella riflessione e nella costruzione di un nuovo movimento operaio. Dobbiamo cioè tentare di confrontarci con la storia per parlare e
        riflettere sui nodi di fondo dell’oggi.

        Da questo punto di vista mi pare utile sottolineare un dato troppo spesso misconosciuto. La Cgil nasce nel 1906 dall’iniziativa delle federazioni di categoria, delle Camere del Lavoro ma anche del movimento cooperativo e mutualistico. La Cgil non è la somma di sindacati di mestiere ma nasce immediatamente come soggetto politico, rivendicativo e di costruzione sociale.

        Non è un caso – bene ha fatto Epifani e ricordarlo – che la nascita della Cgil avvenga a ridosso di quel primo sciopero generale nazionale proclamato nel 1904 dalla Camera del Lavoro di Milano contro la repressione dei minatori massacrati a Buggerru e contro gli eccidi di
        contadini che insanguinavano le campagne meridionali. E’ uno sciopero politico e di solidarietà quello che apre la storia del movimento operaio italiano nella sua dimensione nazionale.

        Sottolineo questo intreccio tra azione politica, rivendicativa e mutualistica che caratterizza la nascita della Cgil perché penso che da quell’esperienza abbiamo oggi molto da imparare. Quello straordinario e contraddittorio intreccio tra lotte categoriali e lotte territoriali, tra capacità vertenziale e pratica dell’obiettivo, tra partito e sindacato che ha
        caratterizzato il nascente sindacato di inizio ‘900, ha a mio parere una straordinaria carica di attualità e aiuta a capire l’oggi più di tante altre esperienze. In particolare ci può aiutare a ricostruire una critica di massa dell’economia politica, abbandonando finalmente quell’economicismo un po’ deleterio in cui la discussione sul modello di sviluppo lascia sullo sfondo il nodo dei rapporti sociali.

        Se la costruzione di un nuovo movimento operaio deve tenere uniti la lotta allo sfruttamento, la salvaguardia dell’ambiente e la capacità di costruzione sociale, di comunità, la rivisitazione della storia della Cgil può darci una mano. Utilizziamo questa occasione.