“100anni” Il Tempo Moderno tra memoria e futuro (G.Epifani)

02/05/2006

      informazione pubblicitaria
    sabato 29 aprile 2006

    Genova – Palazzo Ducale

    IL CENTENARIO DELLA CGIL

      Il Tempo Moderno tra memoria e futuro

        Guglielmo Epifani

          L’iniziativa di organizzare una mostra sul �Tempo Moderno� nasce da un incontro. L’incontro tra i programmi di celebrazioni della Cgil per l’anniversario dei cento anni dalla sua nascita e la volont� degli enti locali genovesi e liguri di accompagnare la nostra festa con una riflessione non solo artistica ma sociale e culturale. E il nostro centenario � anche questo: � l’attenzione alla parte culturale di questa memoria e in particolare alla rappresentazione pittorica e filmica.

          Quando, il 1� ottobre del 1906, fu fondata la Confederazione Generale del Lavoro, gi� da alcuni decenni esistevano, anche in Italia, organizzazioni di autodifesa dei lavoratori che operavano su scala locale (le Leghe), o per professione o mestiere (le societ� operaie). Da quelle pi� elementari forme di aggregazione, nel corso della seconda met� dell’Ottocento, sorsero le prime Camere del Lavoro e le prime Federazioni nazionali di settore (dei tipografi, dei tessili…). Ma fu proprio nel 1906 che si verific� una grande novit� destinata a segnare la vita sociale e politica dell’Italia: Camere del Lavoro e Federazioni di settore decisero di associarsi per dar vita ad una �Confederazione� di lavoratori di tutti i settori di scala nazionale.

          Una decisione animata da valori di solidariet� e di coesione, pi� forti delle tante differenze che pure segnavano, allora come oggi, l’universo del lavoro subordinato: differenze di condizioni materiali, di livelli culturali, di contesti territoriali. Da allora, la Cgil ha accompagnato le lotte, le vittorie e le conquiste che hanno visto impegnati operai, braccianti, intellettuali, politici, uomini e donne. Attraverso gli anni di Giolitti, il ventennio fascista, due guerre mondiali, la Resistenza, l’Assemblea costituente, la ricostruzione, lo Statuto dei lavoratori, fino ai tre milioni che invasero Roma nel marzo del 2002 e oltre.

          L’arte ha saputo ossservare e riflettere su questo mondo, sui suoi protagonisti e sulle sue trasformazioni. Tempo Moderno ne ricostruisce i passaggi, in un percorso di rappresentazioni lungo pi� di secolo. Da allora sono cambiati i linguaggi, ma ciascuno di essi ha saputo mantenere la forza di questo cammino. Il risultato � senza ombra di dubbio eccellente. E risponde allo scopo fondamentale per il quale abbiamo partecipato con grande entusiasmo all’organizzazione della mostra: quello di non fornire solamente un omaggio alla memoria di una condizionae del lavoro che � ormai alle nostre spalle. C’� infatti qualcosa di pi� profondo che anima questa esposizione, perch� in essa non abita solo la storia della raffigurazione artistica del mondo del lavoro: c’� anche la parte del lavoro invisibile, che riesce a trovare la sua eco nelle opere dei pittori, dei fotografi, dei registi e degli attori.

          Vale per la mostra quello che un grande semiologo, Roland Barthes, diceva riflettendo sul ruolo della fotografia: �Essa non rappresenta quello che non c’� pi�, ma quello che � stato�. �E – aggiungeva – la differenza � essenziale�. � proprio cos�, perch� questa mostra non � un omaggio ad un tempo di cui non ci sono pi� le tracce, ma ad una trasformazione che vive anche nel presente.

          Anche per questo � stata scelta la citt� di Genova, una delle grandi capitali storiche dei processi industriali e, oggi, una delle realt� produttive in cui una parte di questo passato continua ad esistere e si proietta sul futuro.

            Tempo Moderno, per la Cgil, costituisce un modo di ricucire gli infiniti fili della memoria. Ma soprattutto significa continuare ad essere consapevoli che il lavoro, i lavoratori e chi perora le loro cause, sono un elemento costitutivo ed insostituibile di un sistema democratico e del �patto sociale� che lo unisce.