“100anni” Il nuovo secolo della Cgil inizia da diritti e lavoro

02/10/2006
    luned� 2 ottobre 2006

    Pagina 8 – Economia/Oggi

    Il nuovo secolo
    della Cgil inizia
    da diritti e lavoro

      Epifani celebra il centenario del sindacato
      �Un nuovo progetto per il futuro del Paese�

        di Giampiero Rossi / Milano

        AUGURI �Il lavoro deve ritornare a essere centrale nelle politiche pubbliche, nelle scelte legislative, negli spazi culturali e delle rappresentanze sociali�. Con questo auspicio il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, raccoglie uno dei tanti, lunghi applausi della platea del teatro degli Arcimboldi di Milano, dove il sindacato festeggia il centenario dalla sua fondazione, avvenuta il primo ottobre 1906 proprio nel capoluogo lombardo.

        Il numero uno della Cgil pronuncia un lungo discorso che ripercorre le tappe di una storia che attraversa la storia d’Italia e ricorda – guardando al futuro prossimo – l’importanza del �progetto nuovo per l’Italia�, cio� la proposta emersa durante il congresso di Rimini del 23 marzo scorso e �raccolta dalle forze e dallo schieramento che hanno vinto le elezioni�. Perch� �di quel progetto il paese ha bisogno – sottolinea il leader della Cgil – ne hanno bisogno i lavoratori, i pensionati, soprattutto i giovani. Quelli a cui abbiamo dedicato assieme il nostro congresso e il senso di questo centenario. Un paese che non guardi ai giovani � un paese che si chiude, che ha paura, che non investe sul proprio futuro. � per i giovani che quel progetto non va abbandonato, non va lasciato cadere, non va contraddetto�.

        Epifani tiene a sottolineare che quel progetto � �capace di parlare all’economia, alla societ� e al lavoro, a chi sta indietro, ai tanti che non ce la fanno e ai tanti che, pur avendo talento, non pensano solo a se�. E che prevede tra l’altro che �i diritti fondamentali lo siano davvero per tutti, e dovunque�, ha spiegato Epifani. � �un progetto dove, per questo, la guerra sia bandita – ha aggiunto ispirando convinti applausi – nel nome di una sicurezza che richiede accordi, compromessi politici, interposizioni umanitarie, reciprocit�; dove il terrorismo non abbia cittadinanza alcuna, n� alcuna giustificazione, dove ogni fondamentalismo venga prosciugato e reso marginale�. Ma ci sono anche parole per i nuovi schiavi, amara realt� dell’inizio del terzo millennio

        Guglielmo Epifani � convinto che �� una Cgil forte e aggiungo unita quella che oggi celebra il suo centenario�. Un’organizzazione forte della propria storia, anche perch� �la storia della Cgil, la storia di tutto il sindacato, non � la storia di una parte del paese, � la storia del paese, della sua democrazia, della sua libert�. Fino a porre la domanda decisiva: �Che cosa sarebbe l’Italia senza di noi?�. Il leader della Cgil ricorda uno dopo l’altro i nomi pi� significativi della storia del movimento, ogni volta salutati da lunghi applausi di una platea che ospita, oltre a centinaia di sindacalisti e lavoratori, il presidente del Consiglio Romano Prodi, molti ministri, il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, i vertici degli enti locali, il segretario Cisl, Raffaele Bonanni, l’ex segretario, Savino Pezzotta, e il vice presidente Confindustria, Alberto Bombassei, e i leader delle organizzazioni sindacali internazionali.

        Gli applausi pi� vivaci sottolineano i saluti rivolti da Epifani al proprio predecessore alla guida della Cgil, Sergio Cofferati, e quelli per il presidente emerito Oscar Luigi Scalfaro, compagno di viaggio nella �vittoriosa battaglia condotta insieme in difesa della Costituzione�. E poi gli auguri di pronta guarigione per Bruno Trentin, vittima di un grave incidente in estate. Ma i cuori delle donne e degli uomini della Cgil di oggi si scaldano anche quando Epifani ricorda le vittime di Portella della Ginestra, la svolta del 1956 con la condanna dei fatti di Ungheria e l’iniziativa del 1992 con �la pi� grande manifestazione nazionale mai vista in Sicilia�, organizzata con Cisl e Uil, dopo la morte di Giovanni Falcone e qualche giorno prima della morte del giudice Paolo Borsellino. Alla fine il pensiero rivolto ai giovani e la lunga, affettuosa standing ovation per il segretario del secondo secolo. Poi nel pomeriggio la celebrazione si chiude con un concerto alla Scala.