“100anni” Il nuovo secolo della Cgil

14/11/2005
    sabato 12 novembre 2005

    Pagina 14 – Economia & Lavoro

    IL CENTENARIO

    Un messaggio del Presidente della Repubblica, Ciampi, e l’intervento del presidente della Camera, Casini, hanno aperto a Roma le celebrazioni

      Il nuovo secolo della Cgil
      guarda all’innovazione, alla giustizia, ai diritti

      di Bruno Ugolini / Roma

        E’ solo l’inizio. Siamo all’apertura delle celebrazioni dei cento anni della Cgil. Il tema scelto è “I diritti sociali e del lavoro nella Costituzione italiana”. Il termine “celebrazioni”, però, non è esatto. Lo scopo, come spiega Giuseppe Casadio, presidente dell’Associazione per il centenario, è quello di connettere la memoria al futuro. Non animati da pigra volontà di conservazione, ma puntando su innovazioni che servano a rendere più solido ed accogliente l’edificio, senza minarne le fondamenta.

          Sarà questo il filo rosso che collegherà le tante iniziative: dibattiti, libri, film, mostre, concerti. Non per produrre una propria gioiosa autoesaltazione ma per aprirsi ad altri interlocutori. Con la consapevolezza che molti di quei cento anni non appartengono solo ai “rossi” di Giuseppe Di Vittorio, ma anche ai “bianchi” di Achille Grandi. E che tante conquiste, tante scelte, fanno parte di un patrimonio unitario.

            Una consapevolezza che sembra ispirare il presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, allorché, nel suo non rituale saluto, invita “il sistema sindacale”, con la consapevolezza delle proprie tradizioni e delle radici storiche e ideali, ad affrontare “le sfide poste dal mercato aperto e globale, conservando quel ruolo di confronto, di dialogo, e di mediazione che contribuisce a garantire uno sviluppo condiviso e sostenibile”.

              E subito dopo parla ai convenuti (un’affollata platea di dirigenti sindacali, di politici e di studiosi) il presidente della Camera Pier Ferdinando Casini, che riconosce il ruolo della Cgil “attivo e responsabile” nel secondo dopoguerra, elogia la concertazione (senza dire che èstata seppellita dal governo di centrodestra) e invita il sindacato a non rinchiudersi oggi “nel recinto della mera tutela di chi ha già un lavoro”. Mentre a proposito delle nuove forme contrattuali (la legge 30) invita a ricercare “nuove forme di tutela e di protezione” (ma non dovevano essere previste dal governo?).

                Prende così il via il convegno con lo storico Adolfo Pepe che ripercorre il secolo che sta alle nostre spalle, spiegando come quella Costituzione abbia rappresentato per la Cgil, dal “piano del lavoro” ai fatti del ‘60, fino all’oggi, un orizzonte mai dimenticato.

                  Ma è proprio sull’oggi che si sofferma l’analisi. La Costituzione, con tutti i suoi articoli così intensamente dedicati al lavoro (fin dall’articolo 1: “L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro”), è stata assalita e ferita. E’ Giuseppe Casadio a ricordare, ad esempio, come oggi una parte non piccola di lavoratori, nel cambiamento delle forme di lavoro, “soffre una condizione di esclusione”. Mentre la “devolution” voluta dal governo di centrodestra prefigura “una progressiva rottura della coesione sociale” (con uno stravolgimento totale della Costituzione, come aveva asserito in un messaggio di saluto l’ex capo dello Stato Oscar Luigi Scalfaro).

                    Sono temi approfonditi nelle numerose relazioni di storici e giuslavoristi. Così Pier Giovanni Alleva ricorda come altri articoli della Costituzione siano stati poi tradotti e affermati, nel corso della storia, attraverso la contrattazione. E però poi siano stati aggirati e manomessi. Per questo lo stesso Alleva pone l’esigenza di legislazioni adeguate. Mentre un altro docente, Gianni Ferrara, sostiene che il disegno costituzionale è stato avvolto nell’ordinamento europeo. E oggi i trattati dell’Unione europea s’ispirano a principi diversi da quelli sanciti dalla Costituzione italiana.

                    Altri ancora, come Antonio Cantaro, ipotizzano una “narrazione laburista”, capace di riunificate ciò che è frammentato, polemizzando con quanti parlano, ad esempio, di “statuto dei lavori” e non di “nuovo statuto dei lavoratori”.

                      Un insieme di analisi e riflessioni che non potranno non arricchire l’elaborazione Cgil anche in vista del prossimo congresso. Oggi è prevista una tavola rotonda con esponenti politici e sindacali (tra cui i segretari di Cisl e Uil). Poi concluderà Guglielmo Epifani.