“100anni” Casini abbraccia la Cgil: è il futuro

14/11/2005
    sabato 12 novembre 2005

    Pagina 17 -Economia e Finanza

      RICORRENZA: INIZIATI I FESTEGGIAMENTI PER IL CENTENARIO DEL SINDACATO DI CORSO ITALIA

        Casini abbraccia la Cgil: è il futuro

          ROMA
          Può servire anche un compleanno importante come quello della Cgil che ha compiuto un secolo di vita per capire due o tre cose su quel che sta accadendo oggi. Quello che un tempo era il sindacato più rosso ha organizzato un convegno per festeggiare un così importante compleanno e lo ha aperto ieri alla Camera dei Deputati. Dunque a fare gli onori di casa c’era il presidente dell’assemblea di Montecitorio Pierferdinando Casini, da alcune settimane a questa parte uno dei politici più sorprendenti. Ieri ha stupito di nuovo lanciandosi in un peana della concertazione, quella straordinaria e unica stagione degli anni Novanta che permise all’Italia di superare la crisi economica ereditata dal decennio precedente. «Affermare oggi che l’Italia è una Repubblica che si fonda sul lavoro – ha spiegato Casini con parole che sembravano uscite da un allievo delle Frattocchie più che da un ex dc – significa non più e non tanto promuoverne una visione ideologica e di classe, quanto piuttosto sancire il valore del lavoro in quanto contrapposto alla rendita, alla chiusura corporativa, alla difesa di privilegi».

          Casini ha elogiato il «ruolo attivo e responsabile che la Cgil ha assunto nel secondo dopoguerra, dando rilievo alla ricostruzione economica e dimostrando piena consapevolezza dell’importanza degli interessi generali accanto agli interessi di parte». Di qui l’invito ai sindacati a «non chiudersi nel recinto della mera tutela di chi ha già un lavoro». Infine, uno sguardo verso il futuro, con la «certezza» che la confederazione di Corso d’Italia contribuirà «concretamente» a dare alle nuove generazioni la possibilità di costruirsi il proprio futuro. «Mi confermano in questa convinzione non solo il peso della sua storia – conclude – e della sua tradizione, ma anche la sua capacità di non sottrarsi alle sfide in cui sia in gioco l’avvenire dell’Italia e degli italiani».

          Auguri sotto forma di messaggio da parte del presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, che ha messo l’accento su 100 anni di «storia di emancipazione e di crescita civile». Giornata di complimenti, insomma, ma il leader a cui è toccato festeggiare il gravoso compleanno, ovvero Guglielmo Epifani, non si è nascosto le difficotà che attendono oggi il suo sindacato.

          «La sfida oggi è dare risposte a un Paese che è stato diviso – ha avvertito – Siamo su un crinale, il Paese può andare avanti o aver un riscatto. Noi siamo per lavorare perché l’Italia esca dalle difficoltà. Ci vuole però un progetto – sottolinea Epifani – non basta un programma qualsiasi».

          Non basta nemmeno un sindacato tradizionale, ricorda Marcello Messori docente di economia politica all’università di Tor Vergata di Roma: «Oggi il sindacato è chiamato nuovamente a un ruolo improprio per rispondere alle difficoltà economiche del Paese, dovrà cioè difendere l’interesse generale e non quello di una sola parte, i lavoratori. La speranza è che questa volta, contrariamente a quanto avvenuto in passato, i responsabili delle imprese e della politica economica diano risposte più adeguate ai problemi», avverte riferendosi alla collaborazione avvenuta durante gli anni Novanta con i governi tecnici e con il governo Prodi.

          Per Luigi Ferrajoli, docente di filosofia del diritto all’Università di Roma 3, la soluzione si chiama «salario minimo garantito», che definisce «un’indicazione non più rinviabile»..

            Parole – quelle del convegno – che sono piaciute poco al centrodestra, Casini escluso: «Il totale disfattismo che emerge dalle parole usate da Epifani sia sullo stato complessivo del Paese, sia sulla condizione dei giovani, conferma che la Cgil dimostra tutti i suoi cento anni», ha commentato il responsabile nazionale dei giovani di Forza Italia, Francesco Pasquali [f.ama.]