1 °MAGGIO La Cgil festeggia senza Cisl e Uil

07/04/2011

L a Cgil di Bologna "strappa" con Cisl e Uil e decide di tenere la manifestazione del 1 ° maggio da sola. Allo stesso tempo il suo segretario nazionale, Susanna Camusso, propone a quegli stessi sindacati di riprendere un rapporto unitario e viene gelata dal segretario Cisl, Raffaele Bonanni che risponde con un "no comment". Le relazioni sindacali non sono mai state così in crisi: divise su Pomigliano e Mirafiori, Cgil, Cisl e Uil alternano tentativi di riappacificazione a veri e propri scontri. A Bologna la decisione è giunta a sorpresa. "Non ci sono le condizioni per una gestione tradizionale del primo maggio" ha spiegato il segretario della Camera del Lavoro, Danilo Gruppi. A pesare sui rapporti unitari, la firma dell`accordo con la Fiera di Bologna da parte di Filcams-Cgil e Usb senza Cisl e Uil che a loro volta hanno siglato il contratto nazionale del Commercio escludendo la Cgil. Dal canto suo, Bonanni, pur bollando come "estremistica" la decisione bolognese l`ha voluta circoscrivere a livello locale confermando che la manifestazione nazionale – prevista a Marsala in onore del 1500 dell`unità d`Italia – sarà unitaria e non sarà inficiata da fatti come quello consumato sotto le Due Torri. Ma, se l`esponente della sinistra Cgil, Giorgio Cremaschi, chiede "un 10 maggio separato ovunque", Enrico Panini, segretario organizzativo della Cgil, specifica che la volontà unitaria di Corso Italia non impedirà di "celebrare la festa del lavoro in modo autonomo dove non dovessero verificarsi le condizioni". Toni particolarmente duri che però non evitano uno strano paradosso: proprio dove le distanze sono maggiori, alla Fiat e quindi a Torino, il 1 ° maggio sarà unitario. In Piemonte, poi, le distanze sono accentuate dalla vicenda ex Bertone: la Fiat, nuova proprietaria, propone agli oltre 600 dipendenti di firmare un contratto stile "Fabbrica Italia". Ieri, in rappresentanza di 400 lavoratori, una delegazione ha consegnato alla Fiat una lettera che chiede a Marchionne di andare in fabbrica e discutere con gli operai ma l`azienda ha ribadito che andrà avanti sulla propria linea. La Fiom si fa forte del suo 63% mentre Uilm e Fismic raccolgono le firme su una proposta in sintonia con il Lingotto. La Cisl sta nel mezzo. Di unità sindacale non si vede traccia.